20 Luglio 2024

Italia

Stato: in corso
Struttura: Sedi di associazioni, Centri di ascolto, Scuole, Ambulatori
Referente: Simona Mollica simona.mollica@gmail.com

Chiesa della Misericordia

È il progetto “Ambulatorio oculistico Chiesa della Misericordia”, a Bologna, che ha l’obiettivo di permettere l’accesso a una corretta visione anche alle persone meno fortunate, a caratterizzare, negli ultimi tempi, l’attività AMOA in Italia.

L’avvio nel 2021, quando ancora la pandemia non permetteva ai volontari di organizzare le missioni in Africa e l’Italia, a causa del Covid, riportava numeri sempre più elevati di famiglie e persone in gravi condizioni economiche.

Così è nata l’idea di organizzare un ambulatorio oculistico che desse supporto a livello sanitario ai senza tetto e alle persone che non potevano avere accesso a visite, cure, occhiali.

L’ambulatorio è stato velocemente attrezzato dai volontari AMOA grazie alla donazione di strumentazione di alta qualità da parte di un oculista e dalla generosità del parroco della Chiesa della Misericordia che ha messo a disposizione una stanza per l’allestimento dell’ambulatorio.

Fin dal primo giorno si è dato supporto a persone bisognose, visitandole, e producendo occhiali gratuiti per chi ne necessita. All’ambulatorio della Chiesa della Misericordia accedono circa 20 persone ogni sabato di apertura, persone provenienti da tutte le parti del mondo: italiani, africani, sud americani, ucraini, etc…

La patologia più comunemente riscontrata è la presbiopia, problematica legata all’avanzare dell’età che comporta disagio nella lettura se non corretta con occhiali adeguati; molti ragazzini figli di famiglie straniere sono miopi e astigmatici, e senza occhiali non possono studiare e formarsi.

Uno dei principali aspetti positivi di questa esperienza è che, nel tempo, altre associazioni umanitarie sono venute a conoscenza di questo servizio, ed oggi grazie alla collaborazione di AMOA con diverse altre realtà, molte persone hanno l’opportunità di tornare a vedere nonostante la difficile situazione economica in cui versano.

Un ambulatorio, socialmente utile, dunque, dove ogni sabato di apertura i volontari AMOA, ottici e oculisti, si alternano per garantire un servizio continuativo e costante nel tempo.

Alle soglie dell’estate 2023 erano già state visitate circa 300 persone e consegnati oltre 260 occhiali.

Il successo di questo progetto è dato dalla completezza del servizio che AMOA offre agli utenti: ad una visita oculistica completa e di qualità, segue la prescrizione e la consegna dell’occhiale gratuito per permettere ai senza tetto e alle persone meno abbienti di potersi reinserire nel mondo del lavoro o di tornare alle loro attività.

Le precedenti attività

Nei primi anni di vita di AMOA l’attività in Italia si era sempre limitata alla raccolta fondi e al “farsi conoscere”, due aspetti comunque inscindibili.

La prima partecipazione, nel 1999, dei soci Laffi e Sprovieri al seminario organizzato da “C.E.S.T.A.S. – Centro Educazione Sanitaria e Tecnologie Appropriate Sanitarie” sulla prevenzione e cura della cecità in Africa, fu l’occasione per illustrare il progetto Senegal.

Da allora di strada ne è stata fatta davvero tanta. La prima a creare una documentazione divulgativa e promozionale è stata uno dei pilastri di AMOA: madame Gabrielle Colliard Tellarini, dirigente d’azienda in pensione.

Il primo depliant, il primo calendario, la prima storia in occasione dei dieci anni di attività, così come le prime procedure, le prime modulistiche e le prime basi amministrative dell’associazione. Ma è soprattutto grazie a lei se dal 2008 AMOA si è trasformata in Onlus.

Nel 2008 si è concretizzato il primo progetto italiano, grazie al protocollo siglato con L’Associazione “Albero di Cirene” di Bologna per la realizzazione di screening dei loro assistiti presso la loro sede.

Sempre nel novembre 2008 si è organizzata a Bologna, presso il Museo della Sanità e dell’Assistenza, la nostra prima mostra: “Madri e figli, ritratti di famiglie etiopi” con gli scatti fotografici in bianco e nero realizzati dal socio Ennio d’Altri, ritrattista bolognese.

Durante la mostra sono state illustrate le malattie oculari diffuse in Africa e le attività di AMOA per risolverle. L’evento e il catalogo sono stati dedicati a Gabrielle, scomparsa il 5 ottobre di quell’anno.

Di particolare rilievo l’evento, che si ripropone anche oggi, che vede AMOA affiancare il Comune di Bologna, in concomitanza con la settimana mondiale della vista, ideato dal socio Andrea Garagnani e denominato “La Favola degli Occhiali”. AMOA mette a disposizione i propri sanitari e la strumentazione portatile per eseguire screening gratuiti presso sedi di quartiere o nei luoghi dell’evento.

Nel tempo, come associazione abbiamo anche affiancato l’AUSL per la campagna di screening contro il glaucoma; collaborato con altre associazioni, tra cui l’Istituto Cavazza, nella cura e la prevenzione delle malattie oculari.

AMOA ha organizza quindi convegni e seminari per condividere le proprie esperienze e le proprie conoscenze; mostre fotografiche e spettacoli per sensibilizzare al problema della cecità nei paesi in via di sviluppo; partecipato a grandi manifestazioni (Volontassociate, Miniolimpiadi, Race for the Cure, Strabologna) perché crede fermamente nella utilità del fare rete con altre realtà del mondo del volontariato.

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