13 Settembre 2026

Martelli: “Le certezze e l’entusiasmo che riporto dalla missione in Camerun”

AMOA di recente si è recata in missione in Camerun, a Dschang, Garoua e Moutourwa. Ecco il racconto di questa suggestiva e importante esperienza attraverso la testimonianza del presidente, Francesco Martelli, che ha partecipato assieme all’ortottista Erika Tenerelli.

“La prima cosa che sento di fare è ringraziare Erika. Giovane ortottista, è venuta in Camerun per la seconda volta, per svolgere un prezioso lavoro di formazione sull’apparecchiatura OCT che AMOA ha recentemente donato all’Hopital Saint Vincent de Paul di Dschang. Erika, poco più che trentenne, ha rinunciato alle sue vacanze per dedicarsi al volontariato. E questo, già di per sé, è un gesto nobile. Ma ciò che mi colpisce ancora di più è il suo ritorno: tanti giovani cercano un’esperienza di vita, pochissimi tornano una seconda volta, entrando davvero nello spirito missionario con abnegazione ed entusiasmo. Considerando che la stagione delle piogge in Camerun non è certo una vacanza, Erika per me rappresenta una certezza.

Un’altra certezza sono Emmanuel e Leonce. Emmanuel, TSO camerunense, formato grazie al sostegno di AMOA, oggi è un “cataract surgeon” e lavora nella remota regione del Nord del Camerun. Leonce, anch’egli TSO formato con il nostro supporto, opera come cataract surgeon all’Hopital Saint Vincent de Paul di Dschang.

Nei rispettivi ospedali, quest’anno, hanno praticato circa 800 interventi chirurgici in piena autonomia: un risultato straordinario per AMOA, che conferma l’importanza della formazione e dell’indipendenza dei presidi sanitari locali.

Insieme a Leonce ed Emmanuel, abbiamo avviato una nuova campagna oculistica presso l’Hopital Sainte Thérèse de l’Enfant Jésus di Moutourwa, nella regione dell’Estremo Nord del Camerun. Lì le “Figlie della Carità” gestiscono un piccolo ospedale di 40 posti letto, in una zona semidesertica, segnata da forte povertà. AMOA ha fornito le prime apparecchiature e farmaci, gettando le basi di una nuova realtà oculistica.

È stata una grande soddisfazione non solo verificare la bontà del lavoro svolto negli anni, ma anche constatare la collaborazione entusiasta e fattiva di Emmanuel e Leonce. Con loro, oggi, portiamo cure oculistiche in una delle aree più povere dell’Africa.

Confesso che mi affascina molto questo nuovo percorso: riuscire a raggiungere i villaggi più remoti, portando la speranza di riacquistare la vista ai più poveri, insieme a quei collaboratori locali che negli anni abbiamo formato e che oggi condividono i nostri stessi principi e obiettivi”.

 

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