Tecnologia d’avanguardia, competenze specialistiche e un impegno concreto verso l’autonomia del centro oculistico locale. Questi gli obiettivi della recente missione – dall’8 al 17 maggio – di AMOA ETS a M’Bour, in Senegal. La squadra – composta dagli oculisti Gian Luca Laffi e Michele Carbonelli e dal videomaker Michele Venturi – ha trascorso una decina di giorni intensi al Centre Ophtalmologique de M’Bour, lavorando a fianco dell’équipe locale guidata dal dottor Babacar Cissé.
Il bilancio della missione è illuminante: 380 visite oculistiche e 91 interventi chirurgici, il 60% dei quali per glaucoma e il 30% per cataratta con tecnica FACO.
Laffi: “Cure e sensibilizzazione contro glaucoma e diabete”
“Il cuore di questa missione era il contrasto al glaucoma, spesso definito il ‘ladro silenzioso della vista’ – sottolinea Gian Luca Laffi -. Abbiamo portato a M’Bour il laser a ciclodiodo: uno strumento fondamentale per il trattamento dei casi più complessi, capace di abbassare la pressione intraoculare in modo mini-invasivo. Ma l’obiettivo non era solo fornire la cura, era garantirne la continuità. Per questo abbiamo lavorato fianco a fianco con il dottor Babacar Cissé, trasmettendogli la tecnica per renderlo completamente autonomo nell’uso di questa tecnologia. Parallelamente, abbiamo avviato un’attività di sensibilizzazione rivolta alla popolazione per promuovere la diagnosi precoce: è lì che si vince davvero contro il glaucoma. Il secondo pilastro della missione riguardava la retinopatia diabetica, una complicanza sempre più diffusa anche in Senegal. Su questo fronte abbiamo lavorato su diversi livelli: insegnare la tecnica delle iniezioni intravitreali per il trattamento delle maculopatie; definire un protocollo clinico rigoroso per la gestione dei pazienti diabetici sul territorio; organizzare l’arrivo e la formazione per l’utilizzo dell’OCT, la Tomografia a Coerenza Ottica, strumento essenziale per monitorare la salute della retina. L’OCT Cirrus Zeiss, donato dal dottor Carbonelli, arriverà a M’Bour dopo l’estate: sarà un salto di qualità diagnostica importante per tutto il territorio”.
Il report della missione
La missione è partita l’8 maggio da Bologna, con un volo Royal Air Maroc via Casablanca. Nonostante il ritardo in partenza, il materiale – incluso il laser a ciclodiodo – ha superato la dogana di Dakar grazie a quella rete di fiducia che rende possibili le missioni AMOA.
Il lavoro clinico è entrato subito nel vivo: 60 visite il primo giorno utile, poi 90 lunedì, 85 martedì con 25 operazioni FACO, e attività continuata anche nelle successive giornate di festa nazionale con un’altra trentina di interventi.
Domenica 10 maggio, la squadra ha visitato il villaggio di M’Balling, dove sorge un lebbrosario nei pressi di M’Bour. Il mercoledì, Michele Venturi ha incontrato il Marabù locale e documentato la condizione dei bambini Talibé, affidati dalle famiglie alle scuole coraniche: un incontro che ha richiesto un’offerta simbolica di 50 kg di riso e 5 litri di olio per poter accedere alla struttura dove i bambini vivono. Immagini che testimoniano una realtà complessa, che AMOA non smette di tenere nel campo visivo.
Dare un volto alla prevenzione
La presenza del videomaker Michele Venturi è stata di rilievo: foto, video e interviste documentano dall’interno l’attività clinica e chirurgica, il percorso dei pazienti, le storie di chi ha recuperato la vista. Questo materiale diventerà strumento di sensibilizzazione: spiegare il glaucoma e la retinopatia diabetica attraverso i volti reali di chi le affronta significa abbattere la distanza tra la medicina specialistica e la vita quotidiana delle persone.
Un Centro sempre più autonomo
Al termine della missione, l’inventario della strumentazione è stato aggiornato e si è definita la lista degli strumenti necessari per il prossimo intervento: tonometro ad applanazione, montature prova per bambini, YAG laser per le cataratte secondarie, in crescita, un vitrectomo anteriore. Il quadro complessivo è comunque positivo: il Centre Ophtalmologique de M’Bour è oggi un Centro quasi completamente autonomo nella gestione delle patologie oculari più diffuse.