Un momento fondamentale di incontro, confronto e visione condivisa. A fine aprile si è svolta l’Assemblea dei Soci di AMOA, appuntamento centrale nella vita dell’Associazione, dedicato al bilancio delle attività e alla definizione delle sfide future.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente Francesco Martelli, che ha voluto innanzitutto esprimere un sentito ringraziamento: “Un profondo sentimento di riconoscenza a tutti i volontari che anche quest’anno hanno lavorato nello spirito di AMOA”.
Il cuore del suo intervento è stato dedicato alla presentazione del Bilancio Sociale 2025, inteso non come un semplice elenco di risultati, ma come un’occasione di riflessione sul percorso dell’Associazione e sulla sua evoluzione.
Martelli ha richiamato l’attenzione su ciò che dà senso all’impegno quotidiano:
“Oltre ai numeri, mi soffermerei sul cuore del nostro lavoro: le persone e le cure. Insieme abbiamo costruito percorsi di salute inclusiva, educazione, lavoro. Curando, assieme ai nostri partner locali, migliaia di persone”.
Un impegno che si traduce in azioni concrete in otto Paesi africani e in Italia, dove il volontariato significa restituire speranza, dignità e possibilità di cura.
Guardando avanti, il Presidente ha sottolineato la necessità di una evoluzione organizzativa, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza burocratica e valorizzare le risorse umane. Un passaggio definito ormai “inderogabile” per dialogare in modo efficace con istituzioni ed enti, soprattutto nell’ambito della raccolta fondi.
Restano chiari i pilastri su cui costruire il futuro di AMOA:
- Qualità delle cure, attraverso una gestione sempre più attenta e strutturata dei progetti;
- Sostenibilità, con la formazione del personale locale per garantire continuità nel tempo;
- Supporto agli ultimi, rafforzando l’accesso alle cure per le fasce più fragili.
Martelli ha infine rivolto un invito diretto a tutti i soci: rendere l’Assemblea sempre più partecipata, condividendo non solo risultati ma anche idee, energie e responsabilità.
Con un obiettivo comune: sconfiggere la cecità evitabile e restituire autonomia alle persone, senza distinzione.
A seguire, Gian Luca Laffi ha presentato il report dettagliato delle attività 2025 e i progetti 2026, restituendo il quadro di un’Associazione in forte crescita.
L’anno passato, le missioni sono state 9, più del doppio rispetto alle 4 dell’anno precedente, consolidando la presenza in Africa e rilanciando anche il Progetto Italia.
Per ciascun Paese, i risultati testimoniano un impatto concreto:
- Rwanda: numeri straordinari al Rwanda Charity Eye Hospital, con 68.113 visite, 9.194 interventi chirurgici (di cui 3.614 cataratte) e 8.817 occhiali distribuiti.
- Ghana: a Offinso, attività intensissima con 36.965 visite e 1.380 interventi.
- Etiopia: ad Adwa, in un contesto complesso, 3.600 visite e 709 interventi, oltre all’allestimento del laboratorio di ottica. Nel Sud, tra Wassara e Ashira, superate 6.500 visite. Concluso con successo il progetto Bimbo a Scuola (450 bambini coinvolti).
- Senegal: attività tra M’Bour (9.725 visite), Cabrousse e la campagna chirurgica a Oussoye (1.750 visite, 144 interventi di cataratta).
- Cameroun: tra Dschang e Garoua oltre 10.800 visite e circa 700 interventi nel 2025, supportati anche da nuove tecnologie.
- Zimbabwe: quasi 2.000 visite e 148 interventi tra Mutoko e Mukona.
- Madagascar: a Ihosy 1.593 visite e 600 occhiali distribuiti.
- Burundi: avvio operativo del progetto a Makamba per un servizio oculistico accessibile e continuativo.
- Uganda: concluso il sostegno al progetto sul retinoblastoma presso il Ruharo Eye Centre.
Accanto all’attività internazionale, AMOA ha continuato a operare anche in Italia. Presso l’Ambulatorio della Chiesa della Misericordia sono state visitate 234 persone in difficoltà, con la consegna di 150 occhiali (691 le visite nel periodo 2021-2025, 714 gli occhiali consegnati). A questo si aggiungono gli screening al carcere minorile del Pratello e la partecipazione a iniziative come “La Favola degli Occhiali”.
Un capitolo fondamentale è quello della formazione del personale locale: AMOA ha molto investito nel sostegno a medici, infermieri e ottici in diversi Paesi africani, affinché le competenze restino sul territorio e garantiscano una sanità davvero sostenibile.
Numerosi i progetti in corso in questo 2026, che investono quasi tutti i Paesi attraverso missioni, visite, acquisto di materiali, formazione.
Un messaggio chiaro sintetizza il senso di questo lavoro: “Restituire la vista significa restituire il futuro”.
Nel corso dell’assemblea, Daniela Smania ha illustrato le attività di comunicazione, sempre più strutturate e multicanale: sito web, social media, materiali informativi, video e strumenti di presentazione.
Numerosi anche gli eventi che hanno coinvolto sostenitori e pubblico: tra questi, iniziative aziendali e culturali, la partecipazione a “La Favola degli Occhiali” in Cineteca, spettacoli teatrali e serate benefiche, riconoscimenti ricevuti in ambito professionale.
Il calendario 2026 si preannuncia ricco e articolato: dalla partecipazione a eventi cittadini come “Succede solo a Bologna”, al Festival della Salute (12–16 maggio), fino a iniziative di autofinanziamento e sensibilizzazione come tornei, degustazioni, cene al buio, la Race for the Cure, la decima edizione de “La Favola degli Occhiali” e un grande spettacolo teatrale a dicembre.
Un momento di grande commozione è stata la consegna del Premio AMOA 2026 a Silvia Erbosi, un riconoscimento speciale dedicato a chi, con serietà e competenza, mette il volontariato al servizio dei più fragili in Italia e in Africa.