13 Aprile 2024

Visite, operazioni e progetti in Burundi, nel Paese
più povero del mondo

Contattati da Venuste Nyongabo, presidente dell’omonima Fondazione, e da Fabio Gentile, in qualità di presidente dell’Associazione Amici di Beatrice, come AMOA ci siamo recati in missione esplorativa in Burundi, dal 2 al 9 dicembre, per visite, operazioni e verificare la fattibilità di un progetto in campo oculistico.

Presenti, per AMOA, i medici oculisti Gian Luca Laffi e Massimo di Maita, oltre al cine-operatore Massimo Bergamini.

Vi raccontiamo, di seguito, com’è andata.

In tutto il Paese solo 25 oculisti

Il Burundi si trova nella regione dei Grandi Laghi nella parte orientale dell’Africa. Confina a nord con il Ruanda, a ovest con la Repubblica democratica del Congo, e con la Tanzania a sud e a est. Colonizzato prima dai tedeschi, poi dai belgi, ha ottenuto l’indipendenza nel 1962. Il Burundi è il Paese più povero al mondo in base al PIL nominale pro capite (625 dollari statunitensi al 2023), e uno dei Paesi con l’indice di sviluppo umano (aspettativa di vita, istruzione e reddito pro-capite) più basso (187 su 191 nell’anno 2022). Le etnie sono rappresentate per l’85% da hutu, 14% tutsi, 1% twa, gli europei e gli asiatici sono rispettivamente meno dell’1%. Parliamo di un altopiano con un’altitudine media di 1700 metri, il punto più alto è il monte Karonje (2685m), mentre Bujumbura è a 774 metri e la capitale Gitega è a 1500 metri sul livello del mare.

Bujumbura, centro della nostra missione, è una città è situata sul Lago Tanganica ed è la più popolata con oltre 1 milione di abitanti. L’industria produce cemento, tessuti e sapone. Dal porto di Bujumbura si esporta il caffè, oltre al cotone, pelli e minerale di stagno. È stata la capitale del Paese fino al 24 dicembre 2018, prima di Gitega.

Va ricordato come il Burundi abbia 12 milioni di abitanti, ma solo 25 oculisti e una percentuale ancora minore, 7, effettua interventi chirurgici. La specializzazione in oculistica non esiste, mentre invece è presente la scuola (tre anni) per diplomare i TSO (Technicien Supérieur d’Ophtalmologie). Parliamo di infermieri specializzati in oculistica che in Burundi non possono praticare chirurgia, ma curare la parte medica in ambulatorio.

La sanità pubblica copre parzialmente la visita oculistica ed il trattamento medico oculistico. L’intervento di cataratta costa al paziente 80 dollari. Il paese, come detto, è poverissimo e spesso il paziente non riesce a sostenere le spese della terapia.

Diario di viaggio

Arrivati domenica 3 dicembre, siamo stati accolti da giornalisti, rappresentanti della Fondazione Venuste e dal dottor Remezo Philibert, oculista. Ciò nonostante, tre valigie con all’interno il facoemulsificatore, ferri chirurgici e materiale chirurgico sono state bloccate all’aeroporto.

Il giorno dopo, di prima mattina, ci siamo recati all’ospedale pubblico Regent Charles di Bujumbura, dotato di circa 350 posti letto legati alle principali branche della medicina.

L’ambulatorio di oculistica ha un’attrezzatura minimale, nonostante ciò gli oculisti riescono a visitare in due ambulatori insieme all’aiuto di infermiere oculistiche e specializzandi in TSO. Tra 20 e 30 i pazienti giornalieri. Il dottor Remezo, settimanalmente, opera diversi casi di cataratta. Nell’ambito di una cooperazione internazionale, è attualmente presente anche un’oculista cinese, Zhu Ming Juan.

Come medici di AMOA abbiamo eseguito diverse visite e selezionato alcuni casi per la chirurgia. Abbiamo quindi visitato, accompagnati dal ginecologo Fortunato Tommasi dell’associazione Spagnolli Bazzoni, il Centro Asenabu (Association pour le Soutien de l’Enfant Non Accompagné), insieme al suo direttore Célestin Habimana. Il Centro ha un afflusso di circa 50 pazienti al giorno di media con picchi fino ad 80, esaminati da un TSO ed eventualmente da un ottico.

Nei giorni successivi ci siamo recati a Injenda, a 40 km da Bujumbura. Il piccolo ospedale creato dalle suore Annunziate comprende anche un servizio di oculistica gestito da un TSO e sono possibili operazioni di cataratta. L’ospedale è dedicato ai più poveri, assai numerosi in questa zona rurale, per cui il prezzo dell’intervento è molto ridotto.

Riottenute finalmente le valigie, la nostra missione è proseguita all’ospedale Prince Regent Charles, insieme alla dottoressa Anodine. Tra le operazioni, quella a una bambina di 9 anni con glaucoma giovanile, già operata ed ormai cieca da un occhio. Da segnalare la visita in narcosi di una bimba di 3 mesi con glaucoma congenito bilaterale e fatta trasferire a Kigali, al Rwanda Charity Eye Hospital, diretto da Piet Noé, in possesso della strumentazione necessaria per l’intervento.

Come AMOA abbiamo quindi donato alla divisione di oculistica dell’ospedale Prince Regent Charles lenti, colliri, cristallini e altro materiale.

I progetti futuri

Diverse le opportunità sulle quali, come AMOA, stiamo ragionando in prospettiva. Riguardano attività di formazione di personale medico locale, l’allestimento di un laboratorio di ottica, l’acquisto di strumentazione oculistica, azioni per contrastare glaucoma e retinoblastoma, l’attivazione di una specifica collaborazione con il Rwanda Charity Eye Hospital per interventi chirurgici e terapie.

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