Il Dott. Tabacchi guida una squadra di medici, ottici e volontari. Obiettivo: inaugurare i nuovi spazi definitivi, formare il personale locale e portare cure in un contesto segnato da profonde difficoltà economiche.
Venerdì 28 novembre è una data segnata in rosso sul calendario di AMOA ETS: parte la missione annuale verso l’Etiopia, con destinazione l’ospedale di Adwa. Quella che per molti è una semplice destinazione geografica, per il gruppo guidato dal Dott. Tabacchi è diventata ormai una “meta del cuore”, un appuntamento fisso che si rinnova con la stessa emozione da quasi 15 anni.
Una squadra, un obiettivo comune
Il gruppo in partenza è numeroso e multidisciplinare, pronto a coprire ogni aspetto della salute visiva. A bordo ci saranno tre medici oculisti, quattro ottici, uno strumentista di sala operatoria e due giovani volontari. Nonostante il contatto costante mantenuto durante l’anno con le suore salesiane e il giovane chirurgo etiope in loco, la presenza fisica è insostituibile per verificare il lavoro svolto e, soprattutto, per fare formazione.
Nuovi spazi e tecnologie
Questa missione segna un traguardo fondamentale: l’inaugurazione operativa dei nuovi spazi definitivi. Sia gli ambulatori che il laboratorio di ottica sono stati trasferiti nella nuova ala dell’ospedale.
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Per gli ottici, il lavoro sarà intenso: allestire il laboratorio e proseguire la formazione delle ragazze locali, con l’obiettivo ambizioso di rendere autonoma la produzione di occhiali da vista direttamente in loco.
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Per gli oculisti, l’attività si dividerà tra visite e chirurgia. Il focus resta la crescita professionale del giovane chirurgo locale e degli altri oftalmologi etiopi che gravitano attorno all’ospedale. Inoltre, grazie ad AMOA, è stata conclusa l’acquisizione di un nuovo laser per la cataratta, che arriverà ad Adwa nei prossimi mesi per potenziare ulteriormente le capacità di cura.
“Come tornare a casa”: la sfida oltre la guerra
“Personalmente è sempre un piacere ritornare ad Adwa, è un po’ come ritornare a casa”, racconta il Dott. Tabacchi, che ha visto nascere questo progetto nel lontano marzo 2010. Da allora, solo la sanguinosa guerra civile di due anni fa – un conflitto spesso dimenticato dai media – ha interrotto temporaneamente le missioni.
Oggi la guerra è finita, ma ha lasciato cicatrici profonde e una crisi economica devastante. L’inflazione ha colpito duramente la popolazione: se nel 2019 il cambio Euro/Birr era di 1 a 44, oggi è schizzato a 1 a 190.
In questo scenario difficile, la missione delle suore salesiane e il nuovo ospedale rappresentano un faro di speranza che continua a funzionare a pieno ritmo.
In viaggio verso i colori dell’Africa
Tra pochi giorni, i volontari AMOA saranno immersi nuovamente nei profumi, nei colori e nei tramonti del Tigray. Ma soprattutto, ritroveranno la gente del nord dell’Etiopia che li aspetta.
Noi rimarremo qui a raccontarvi il loro viaggio. Seguiteci per tutti gli aggiornamenti.