Martelli: “L’emozione del ritorno in Camerun tra amici, scoperte e operazioni”

Un dettagliato e suggestivo resoconto questo del presidente di AMOA, Francesco Martelli, di ritorno dalla missione in Camerun. Di seguito, la testimonianza.

Finalmente siamo ripartiti! Non senza qualche timore. Dato da 2 anni in cui il Covid-19 ha condizionato pesantemente le nostre vite, compreso le attività in Africa che, come gran parte degli spostamenti e delle attività all’estero, sono state completamente bloccate per molto tempo. Sono partito il 30 luglio con il dott. Andrea Lappa, trentasettenne medico oculista di Brescia. La missione è iniziata con l’organizzazione dei documenti doganali per portare in Camerun diverse apparecchiature (un campo visivo, un pachimetro ed un tonometro a soffio)  indispensabili per la diagnostica del glaucoma, malattia tragicamente frequente in Africa ed in Camerun. Il tutto donato da AMOA al reparto di oculistica dell’Hopital Saint Vincent de Paul. Per i medici, combattere con la burocrazia non è mai facile…

Una missione divisa in due…

La nostra missione avrà una prima parte a Dschang, nel sud-ovest del paese, dove appunto si trova l’Hopital Saint Vincent de Paul, struttura con cui AMOA collabora in vari modi, fin dal 2004, per donare le apparecchiature, fare formazione al personale locale sul loro utilizzo e praticare una campagna di chirurgia. La seconda parte sarà nella regione del Nord-Camerun. In questa remota regione, faremo una breve campagna di chirurgia nella struttura che, grazie alle apparecchiature donate da AMOA qualche mese fa, Emmanuel ha creato. Emmanuel, TSO che con la formazione diretta ed il sostegno finanziario di AMOA a corsi formativi in Africa è oggi, come cataract surgeon, uno dei 27 operatori abilitati dallo Stato alla chirurgia della cataratta.

A Dschang 84 interventi e 100 visite

Arriviamo a Dschang e ritroviamo i nostri amici e fratelli dell’équipe di oftalmologia dell’ospedale. Leonce TSO, responsabile, David infermiere addetto al blocco operatorio, Magelan ottico. Abbiamo incontrato una nuova figura: il dottor Patrick, oculista francese appena andato in pensione, che coadiuverà con il suo lavoro l’ospedale per un anno.

Durante la missione pratichiamo 84 interventi e 100 visite. Utilizziamo, ed abbiamo il piacere di verificarne il livello di assoluta eccellenza, il nuovo microscopio Leica, donato da AMOA qualche mese fa. Il nostro obiettivo è infatti di garantire prestazioni di livello adeguato, alto. In sostanza non quello che si può, ma quello che si deve… la nostra lotta contro la cecità evitabile deve partire dalla dignità delle persone e dal loro diritto, universale, ad essere curate bene. Appena arrivati, dopo i calorosi saluti, per me è la quarta volta a Dschang, Leonce ci comunica che è stato ammesso al corso di formazione come cataract surgeon. Il corso, sostenuto finanziariamente da AMOA, si terrà in Gambia ed avrà durata di un anno.

Dalle 8 alle 20 orario continuato

Dal giorno dopo iniziano 4 giorni intensissimi di chirurgia, iniziamo al mattino alle 8, finiamo quasi sempre dopo le 20. Tutta l’équipe è coinvolta con entusiasmo, così come 4 allieve infermiere. Si lavora sodo, io ad una postazione con le vecchie attrezzature dell’ospedale, microscopio Zeiss ed il faco Nidek, comunque funzionanti, Andrea con il nuovo microscopio Leica ed il faco Catarhex, moderna ed efficiente apparecchiatura portatile che facciamo girare per i vari ospedali dell’Africa, stavolta lo abbiamo portato qui.

L’alluvione, la fiera, il mercato: non ci siamo fatti mancare niente

Riusciamo  dunque a praticare 84 interventi di cataratta , di cui uno bilaterale ad un ragazzo di 8 anni in anestesia generale, Chris Parker. Le giornate sono intense e finiscono quasi sempre a mangiare una cena fredda a tarda serata, spesso notte. Giovedì abbiamo avuto la sorpresa di un’alluvione del nostro appartamento: è la stagione delle piogge e, quest’anno sono particolarmente intense. Ci sono volute quattro persone per sgomberare tutto il fango dal pavimento. Al sabato, dopo aver completato le visite di controllo necessarie agli operatori, procediamo all’installazione delle apparecchiature donate ed approfittiamo per fare una visita agli altri reparti dell’ospedale. Andiamo a visitare la fiera-mercato di FongoTongo, un evento per gli abitanti di quel villaggio. Tra piogge e fango veniamo ospitati, insieme a Magelan, alla simpatica festa di una locale squadra di calcio over 40, ci offrono da bere e mangiare.

Seconda tappa: Garoua, nel Nord

Nel pomeriggio partiamo per Douala, distante 5 ore d’auto,  dove prenderemo il volo per Garoua, città della remota regione del Nord Camerun. Domenica mattina arriviamo all’aeroporto e, Emmanuel, viene a prenderci con due dei suoi figli.

Emmanuel lavora con AMOA da tanti anni, grazie anche al nostro supporto è diventato un cataract surgeon, ma soprattutto è bravo! Come clinico, come chirurgo e, soprattutto come uomo. Ha, come noi, a cuore la lotta contro la cecità evitabile in Africa e la chirurgia in favore dei poveri.

Passiamo la domenica a casa sua, con la famiglia. Non c’è acqua corrente, l’elettricità è fornita da un generatore, ma non possiamo non essere colpiti dalla loro accoglienza, dal piacere di ospitarci. E dall’educazione dei ragazzi!

Il lunedì, con Emmanuel facciamo circa 60 visite, da queste parti, in maniera diversa dal Sud, più simile all’Europa, le spiegazioni durano molto di più della visita! Ma, con pazienza Emmanuel spiega sempre tutto nel modo più corretto.

Nel pomeriggio veniamo presentati allo chef, capo villaggio della zona. In Camerun, va ricordato, esiste un potere legalmente riconosciuto, legato alle tradizioni tribali. Al vertice c’è, in questo caso, il Lamido di Garoua, Juma’ a Mubarak. Qui a Nord, la popolazione ha caratteristiche etniche completamente diverse dal Sud-Ovest, ha origini saheliane, la maggioranza pratica un Islam moderato.

Andiamo a parlare anche con il responsabile locale delle dogane, chiedendo consigli e benevolenza su come affrontare la loro burocrazia e le loro pesanti tasse, quando spediremo le prossime apparecchiature. In serata approfittiamo per visitare il mercato della città e comprare una delle bellissime stoffe locali.

Martedì pratichiamo 12 interventi, sono tutte persone completamente cieche. Da queste parti le possibilità di essere operati sono veramente poche… La chirurgia procede senza intoppi anche se in condizioni di caldo veramente difficili. Qui a Nord il caldo è forte anche nella stagione delle piogge, fino ad arrivare a ridosso dei 50 gradi durante la stagione secca!

Mercoledì mattina, dopo aver visitato gli operati ed altri che, last minute, hanno deciso di avere un nostro consulto sulle loro condizioni, procediamo alla consegna ad Emmanuel di un diploma di benemerenza da parte di AMOA per l’eccellente lavoro svolto in questi anni.

Iniziamo il viaggio di ritorno con tutta la famiglia di Emmanuel che ci accompagna (siamo in 9 in auto all’aeroporto). Sarà un lungo viaggio con diversi mezzi, per tornare a casa in Italia. Stanchi, molto stanchi, ma felici. Ci consola il fatto che, per fortuna immeritata, almeno non lo faremo a piedi: Google map indica infatti 42 giorni e 2 ore di cammino, in grande parte nel deserto…