Giornata Mondiale della Terra

TUTELIAMO LA TERRA E LA NOSTRA SALUTE

Il 22 aprile è la “Giornata mondiale della Terra”. Tema di assoluta rilevanza che trattiamo qui da una particolare angolazione, quella dell’importanza di una corretta alimentazione per la tutela della vista. Per AMOA, ne parla Simona Mollica, socia e volontaria, esperta nutrizionista.

È la Giornata Mondiale della Terra e anche come AMOA ci pare opportuna una riflessione.
“Madre Terra”: quando ci si ferma a guardarla, anzi, ad ammirarla, si resta affascinati per come la natura ha una sua logica, un suo flusso armonioso, pur con degli inizi e dei punti di fine.
Questo cambia quando l’uomo mette esageratamente del suo, quando intervenendo troppo rompe, più o meno drammaticamente, “la danza” della Terra e della natura.

Una cosa simile accade nel nostro corpo, quando esageriamo col cibo spazzatura (il cosiddetto junk food), quando non ci trattiamo bene con un corretto stile di vita, sia da un punto di vista nutrizionale, certo, ma non solo. Quando inquiniamo e rompiamo, più o meno temporaneamente quei perfetti equilibri nei processi di “depurazione e smaltimento” di cui è dotato il corpo umano (forse davvero progettato verso l’eterno). Il nostro organo più generoso, il fegato, tra i suoi numerosi compiti ha anche quello di detossificarci attraverso processi biochimici di trasformazione, ma ciò avviene addirittura, anche a livello di ogni nostri singola cellula, dotata di veri e propri sistemi di difesa da sostanze tossiche.
Tutto ha inizio con un processo che si chiama infiammazione sistemica di basso grado: è una condizione che “non si sente”, non si percepisce, (di basso grado appunto) che si distingue anche per questo da quella più nota, definita acuta (quando si ha un trauma, un taglio, un colpo con forte dolore).

L’inf sist di basso grado deve essere immaginata come una situazione in cui dei segnali biochimici veri e propri sono rilasciati e messi in circolo: questi segnali servono a gestire un disequilibrio, per attivare subito i sistemi di riparazione e ripristino o per trovare un nuovo assetto, un nuovo equilibrio (per esempio quando si mangia troppo, i segnali dicono “è necessario produrre più cellule adipose dove immagazzinare questo grasso, affinché non resti in circolo” ed ecco che aumenta il numero degli adipociti sotto pelle e appaiono i famosi “rotolini”.

Si tratta, in parte, di quei valori ematochimici che di fatto ritroviamo nelle analisi del sangue e attraverso i quali lo specialista può aiutarci a correggerne l’andamento.

Ma non esiste solo il grasso in eccesso, anzi.

Prendendo in esame l’organo che sta più a cuore a noi di AMOA, ovvero l’occhio, va considerato che da una scorretta nutrizione e inadeguato stile di vita emergono tanti altri segnali nemici che possono compromettere questa complessa struttura che ci permette di vedere.
Per esempio, lo zucchero in eccesso, o la formazione di troppi radicali liberi, da diverse forme di inquinamento, sono elementi che possono andare ad attaccare (nel vero senso della parola), creando nuovi legami chimici, delle specifiche strutture come il cristallino dell’occhio!

Questo subisce una sorta di deformazione delle sue proteine, dei suoi vari componenti, tanto da perdere la sua caratteristica e fondamentale trasparenza: si opacizza e da qui nasce la cataratta.

Oppure, sempre un eccesso di elementi non smaltiti, potrebbe andare a inficiare l’attività del trabecolato, altra struttura sofisticatissima dell’occhio utile a mantenerne costante la pressione interna: genesi del glaucoma.

A volte uno sbagliato stile di vita, poco sport, diete scorrette, un lavoro particolarmente intenso, stress eccessivo (tecnicamente si chiama distress) portano ad “eccitare” troppo il sistema nervoso simpatico che, sempre nell’ottica riparativa e di gestione, inizialmente aumenta alcuni ormoni e alcuni parametri che di fatto generano un innalzamento della pressione sistemica: è ormai chiaro che questa condizione può generare danni ai delicatissimi vasi sanguigni dell’occhio e alla retina e più a lungo si mantiene questo “disequilibrio” più grave può diventare il danno, arrivando ad avere delle retinopatie, formazioni di essudati dei relativi vasi con inizio della degenerazione maculare.

Questi sono solo e semplici esempi di ciò che può essere alla base di alcune malattie dell’occhio, ma ovviamente c’è una quasi infinità di ulteriori fattori che entrano in gioco, tra cui la propria genetica di base.

Resta di fatto che un corretto stile di vita, praticare qualunque sport che piaccia, che ci “potenzi” e ci aiuti a sfogare, una corretta alimentazione bella ricca di antiossidanti (che contrastano e disarmano i radicali liberi) fatta di tante verdure, tenendo bassi gli zuccheri tanto inquinanti dei prodotti da forno e industriali, ci schermano fortemente dai processi infiammatori, dai “disequilibri”, dalle malattie.

Lunga vita ai nostri occhi!