13 Aprile 2024

“Gambia e Senegal:
tra operazioni, emozioni
e… bagagli perduti”

Il presidente AMOA, Francesco Martelli, e Andrea Garagnani, ottico e socio AMOA di lunga esperienza, di ritorno dalla recente missione in Gambia e Senegal. Nelle parole di Garagnani il racconto dell’esperienza.

“Siamo partiti da Bologna, lo scorso 2 febbraio, con destinazione Banjoul, capitale del Gambia, per visitare la scuola per “optometristi e tecnici di chirurgia della cataratta” dove stanno studiando i nostri amici e collaboratori Seydou, senegalese, e Leonce, camerunense; abbiamo scelto di viaggiare con Tap via Lisbona; mal ce ne incolse…”.

“Siamo partiti in ritardo da Bologna e in Portogallo abbiamo preso il volo per Banjoul solo perché ci hanno aspettato: i nostri bagagli con tutto il materiale medico, al contrario, sono rimasti a Lisbona. Una volta arrivati in Gambia e preso atto del problema, abbiamo chiesto al Lost&Found dell’aeroporto che i bagagli fossero inviati direttamente a Dakar, seconda tappa del nostro viaggio, visto che il giorno dopo avremmo lasciato il Gambia mentre le valigie sarebbero arrivate non prima di due giorni”.

“La mattina del tre febbraio ci siamo recati all’ospedale oftalmico dove ha sede la scuola: durante il tragitto abbiamo avuto una fugace visione di un Paese estremamente povero e arretrato; l’ospedale e la scuola, invece, sono decisamente ben tenuti e organizzati e ci hanno fatto un’ottima impressione. Gli insegnanti e i responsabili si sono detti molto contenti del rendimento dei nostri ragazzi. È importante sottolineare che la scuola è finanziata solo dalle rette degli studenti, che sono attualmente 15. La sera siamo partati per Dakar e, con un volo di soli 20 minuti, siamo atterrati in Senegal”.

“Dalla serata del venerdì abbiamo disperatamente cercato i nostri bagagli, senza trovarne traccia… Intanto lavoravamo con quel che c’era a M’Bour, grazie anche alla collaborazione di un giovane e preparato oculista di Dakar che è venuto portando con sé un faco portatile, cristallini e un assistente. Solo il lunedì successivo siamo stati contattati da Tap Senegal che ci ha comunicato che le nostre preziose valige erano in Gambia e che avremmo dovuto andarle a prendere”.

“Tralasciando di ripetere qui i nostri commenti, sarebbe inelegante, ci siamo organizzati con il bravissimo e indispensabile Omar, autista di professione che parla la lingua locale, e sono partito per raggiungere il Gambia in auto. Un’autentica avventura che ha avuto il pregio di farmi vedere sia il Senegal che il Gambia on the road e mi ha permesso di capire l’enorme differenza fra i due Paesi; il primo, tutto sommato relativamente avanzato, il secondo terribilmente povero e arretrato”.

“Ci sono quindi voluti due giorni per ritornare a M’Bour con il nostro prezioso carico. Una cosa ho capito: quanto vero sia il detto africano che recita “Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo”. Da mercoledì 8 il dottor Martelli ha finalmente iniziato a operare, portando a compimento tantissimi interventi e lavorando oltre 10 ore al giorno in sala operatoria”.

“Sabato 11 abbiamo preso il volo per Cabrousse, in Casamance, dove abbiamo il nostro secondo progetto senegalese, accompagnati dal dottor Babacar Cissè, oculista locale co-fondatore di AMOA; siamo rimasti fino al giorno 14 visitando tantissime persone per poi ripartire verso Bologna arrivando la mattina seguente. In sostanza, una missione un po’ più faticosa di altre ma, come sempre, estremamente appagante e gratificante”.

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