DI NUOVO IN SENEGAL: Il laboratorio di ottica è stato ribattezzato “Atelier ottico Giulietti”

Ecco il diario della nostra recente missione a M’Bour, in Senegal, tanto attesa quando emozionante. Con Daniela Smania, c’erano Domenica Farsetti, Rocco Romagnoli, Gaia Romagnoli.

“Siamo partiti l’11 giugno con la compagna Royal Air Maroc (scalo a Casablanca) e arrivati Dakar all’1 la notte di domenica 12. Abbiamo alloggiato al Blue Africa, piccolo resort molto basic sulla spiaggia che però ha notevoli vantaggi. Il primo, in ordine di importanza, è la vicinanza al Centro Oftalmologico, raggiungibile a piedi con una piacevole passeggiata lungo la spiaggia di circa 15 minuti; il secondo è il prezzo, davvero conveniente; in terzo luogo è consentita una sorta di ‘autogestione’ che permette agli ospiti di sentirsi a casa. Si mangia molto bene e i gestori sono molto gentili, inoltre ha il vantaggio di essere sul mare e di avere davanti un piccolo fazzoletto di spiaggia pulitissimo, un piccolo angolo di paradiso”.

Al nostro arrivo a M’Bour la mola non funzionava, tagliava le lenti in maniera non controllata e le riduceva piccole come una monetina, per cui il primo e il secondo giorno ci siamo dedicati a capire, grazie anche al supporto dei tecnici Italiani (in contatto con whats up) e dei tecnici locali (in presenza), insieme a Bandè, ottico locale, quale fosse il problema. Martedì lo abbiamo individuato e risolto, un grazie di cuore va a Mimma che con la sua pazienza infinita arriva sempre alla soluzione del problema”.

“Il terzo giorno, alla mattina, siamo andati alla ‘Maison des Enfant’, una casa d’accoglienza per bambini Talibè che vengono affidati dalle famiglie povere ai Marabout, maestri del corano, che in alcuni casi li sfruttano mandandoli a mendicare senza offrire loro un’istruzione. Dopo uno screening visivo veloce effettuato con un ottotipo, grazie all’aiuto del educatore Alphonse abbiamo individuato 8 bambini con problemi visivi. I bimbi sono stati portati con un taxi al centro e insieme a Babacar è stata fatta un’analisi visiva più approfondita e sono stati messi in lavorazione gli occhiali”.

“Il quarto giorno siamo andati al villaggio di Nabou e fare controlli alle maestre e donare occhiali da sole agli abitanti che ne avevano necessità. L’asilo gestito da Nabou dona sempre grandi emozioni, i bambini hanno cantato gli auguri di buon compleanno a Gaia in diverse lingue, ed è stato un momento di condivisione molto bello. Nel pomeriggio abbiamo lavorato al centro oftalmologico facendo controlli visivi, montando occhiali e cercando di fare ordine, purtroppo le termiti hanno mangiato il legno dei mobili e dopo il crollo dei mobili stessi, avvenuto a marzo, molte cose sono state messe in scatoloni e vanno rimesse in utilizzo”.

“Il quinto giorno alla mattina siamo tornati alla Maison des Enfant a visitare i bimbi di Dhara che non erano presenti il martedì, o a quali i Marabout non avevano dato il permesso. C’erano anche tre casi di bambini molto in sofferenza, uno non vedente a causa di una caduta in un pozzo, uno con cataratta secondaria e uno con sospetto tumore al cervello, Babacar ha visitato tutti e 3 i bambini e ha fatto le dovute prescrizioni, Alphonse ha già provveduto a fare esaminare i bimbi e sono già tutti sotto osservazione e cure, gli altri sono stati dotati di occhiali che hanno accettato con entusiasmo. Al pomeriggio siamo riusciti a consegnare gli occhiali. Una nota curiosa è stata la presenza al centro di un Marabout, figura particolare che nessuno di noi aveva mai conosciuto in precedenza; inizialmente inquietante, ma successivamente collaborativa grazie ad un approccio friendly da parte nostra”.

“Il venerdì Mimma e Rocco sono andati con Babacar in sala operatoria ad assistere alle operazioni di cataratta, mentre io e Gaia, abbiamo controllato la vista e fornito occhiali ad alcuni casi sociali individuati da Nabou durante i giorni precedenti e abbiamo dotato di occhiali chi ne aveva necessita’ partecipando all’attività del centro”.

“Il sabato, prima della partenza , abbiamo visitato l’isola delle conchiglie e il Lago rosa. Siamo partiti alle 2 della mattina del 19 lasciando come sempre una parte di cuore in Africa. E’ stata una grande emozione tornare a M’bour dopo due anni di assenza forzata e vedere la targa con inciso ‘Atelier ottico Gianluca Giulietti’ con la sua fotografia, credo che questo abbia affiatato moltissimo il gruppo. E’ stata davvero una bellissima esperienza, abbiamo lavorato sodo ma talmente in armonia da non sentire stanchezza”.

“Non vediamo l’ora di ripartire”.

Daniela Smania