{"id":6895,"date":"2021-08-08T18:28:34","date_gmt":"2021-08-08T16:28:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/?p=6895"},"modified":"2023-05-27T15:42:46","modified_gmt":"2023-05-27T13:42:46","slug":"in-ricordo-di-maria-negretto-una-cara-amica-di-amoa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/in-ricordo-di-maria-negretto-una-cara-amica-di-amoa\/","title":{"rendered":"In ricordo di Maria Negretto, una cara amica di AMOA"},"content":{"rendered":"<h3>Maria Chiara Venturi ricorda cos\u00ec Maria Negretto, donna straordinaria e da sempre collaboratrice e amica di AMOA<\/h3>\n<p><strong>Maria Negretto<\/strong>, missionaria in Camerun per una vita ed intermediaria tra AMOA e l\u2019ospedale di Dschang nella parte nord- ovest del Paese, si \u00e8 spenta il 21 luglio scorso, a 78 anni. Grazie a lei si avviarono i contatti con l\u2019allora direttrice dell\u2019ospedale africano, suor Laura Guidoni.<\/p>\n<p>Di seguito, il <strong>ricordo della nipote oculista, Maria Chiara Venturi.<\/strong><\/p>\n<p>\u201c\u00c8 con mestizia, ma al contempo con un accenno al sorriso, che ricordo la figura della zia materna, suor Maria Negretto, deceduta mercoled\u00ec 21 luglio mentre si dirigeva all\u2019aeroporto per rientrare in Italia per cure mediche ed accertamenti, richiesti dall\u2019aggravamento delle condizioni di salute. Di carattere tenace, temprata alle difficolt\u00e0 che la vita propone, ha saputo fare dono di s\u00e9 negli <strong>oltre 50 anni di vita in Camerun<\/strong> per tanti indigenti e bisognosi. Lo studio delle scienze infermieristiche e l\u2019esperienza lavorativa in Pediatria all\u2019ospedale di Rimini l\u2019avevano plasmata per mettere in pratica la sua professionalit\u00e0 sanitaria con tenacia e forte determinazione. Cominci\u00f2 con i piccoli orfani a <strong>Dschang<\/strong> (citt\u00e0 vicina a Bafoussam). Contemporaneamente attese all\u2019educazione sanitaria dei collaboratori: giovani e ragazze che poi divennero infermieri e insegnanti, integrati nel territorio. Intanto nel <strong>Centro Sanitario di Baleng<\/strong> stavano sorgendo un efficiente laboratorio analisi, sale di degenza, reparto di Ostetricia e piccola chirurgia. Proprio questo Centro sta sorgendo l\u2019ultimo dei suoi progetti: la creazione di una Radiologia. L\u2019impresa \u00e8 stata bloccata negli ultimi due anni dalla pandemia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNei primi anni della sua missione si occupava di prestare cure infermieristiche direttamente nei villaggi: si spostava col suo fuoristrada e si accordava con i \u2018capo villaggio&#8217;, spesso di religione diversa, ma con i quali iniziavano rapporti di amicizia e stima molto forti. Nei primi anni \u201870 vi erano molti malati cronici di lebbra, con piaghe da ripulire e sterilizzare. Nei villaggi educava le giovanissime mamme a garantire l\u2019allattamento al seno, a prendersi cura dei loro bimbi, a reidratarli in caso di diarrea, perch\u00e9 spesso morivano per disidratazione. Maria era un vulcano di idee e di progetti: un dispensario a Baleng, un altro a Bankoup, con laboratori analisi apprezzati dalla rete sanitaria locale e dei paesi vicini, perch\u00e9 specializzati nella sierologia dell\u2019AIDS. Questo flagello si stava diffondendo e occorreva in primo luogo fare educazione sanitaria, poi concretamente accogliere le ragazze madri, abbandonate dalle famiglie di origine e coi bimbi sieropositivi da fare crescere. Le mamme accolte erano coinvolte in un altro progetto nel carcere minorile di Bafoussam: confezionavano lenzuola e coprimaterassi per i ragazzi, finiti spesso l\u00e0 per furto o reati minori, offrendo loro un minimo di dignit\u00e0 nel piccolo spazio di segregazione. Nel carcere Maria e collaboratori hanno portato l\u2019acqua con i pozzi; facevano educazione sanitaria per aiutarli a tutelarsi sempre dall\u2019insidia dell\u2019AIDS, fornendo rasoi monouso. Grazie alla sua determinazione era riuscita a strappare dal carcere alcuni ragazzi per inserirli in attivit\u00e0 lavorativa in una casa fattoria a Soupken dove coltivavano campi e allevavano animali. Questa iniziativa era stata affidata negli ultimi anni alla Comunit\u00e0 Giovanni XXIII di Rimini, poich\u00e9 intanto si affievolivano le risorse di salute, legate all\u2019invecchiamento della zia.<br \/>\nIn questi ultimi giorni era molto provata fisicamente, ma con caparbiet\u00e0 pensava di curarsi in Italia per poi prontamente ritornare a \u2018casa\u2019 in Camerun tra i suoi. E\u2019 rimasta l\u00ec veramente\u201d.<\/p>\n<p><em>Nella immagine del testo: Maria Negretto, nel 2005, all\u2019ingresso del carcere di Bafoussam, prima di cominciare le visite oculistiche ai detenuti, assieme a Gian Luca Laffi e a una guardia penitenziaria.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella immagine del carousel in home page: Maria Negretto, sempre nel 2005, mentre porta conforto e medicine ai detenuti ricoverati all\u2019ospedale di Bafoussam. Spesso l\u2019ospedale ne era sprovvisto e veniva richiesto ai familiari di procurarsi i medicinali. L\u2019immagine evidenzia due detenuti in un unico letto con un piede incatenato.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maria Chiara Venturi ricorda cos\u00ec Maria Negretto, donna straordinaria e da sempre collaboratrice e amica di AMOA Maria Negretto, missionaria in Camerun per una vita ed intermediaria tra AMOA e l\u2019ospedale di Dschang nella parte nord- ovest del Paese, si \u00e8 spenta il 21 luglio scorso, a 78 anni. Grazie a lei si avviarono i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":34,"featured_media":8301,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[5,27],"tags":[],"class_list":["post-6895","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-camerun","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6895","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/34"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6895"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6895\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8303,"href":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6895\/revisions\/8303"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8301"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}