{"id":5904,"date":"2020-09-23T15:16:07","date_gmt":"2020-09-23T13:16:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/?p=5904"},"modified":"2023-05-27T19:03:58","modified_gmt":"2023-05-27T17:03:58","slug":"puoi-anche-tu-le-storie-dei-nostri-volontari-carlo-passeggi-medico-oculista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/puoi-anche-tu-le-storie-dei-nostri-volontari-carlo-passeggi-medico-oculista\/","title":{"rendered":"\u201cPuoi anche tu\u201d, le storie <br \/>dei nostri volontari: Carlo <br \/>Passeggi &#8211; Medico Oculista"},"content":{"rendered":"<p><i>Decima puntata di \u201cPuoi anche tu\u201d: la testimonianza diretta, il racconto di soci, amici, volontari protagonisti in questi anni dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Associazione. E\u2019 la volta di <strong>Carlo Passeggi, medico oculista.<\/strong><\/i><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Da molti anni mi reco come volontario, insieme a mia moglie Speranza, nel dispensario oculistico che l\u2019associazione Medici Volontari Italiani, in collaborazione con le Piccole Serve del Sacro Cuore, ha aperto ad Ambatondrazaka in Madagascar. Qualche anno fa, dopo 15 giorni di lavoro, accogliendo l\u2019invito degli amici di AMOA decidemmo di raggiungere Ihosy, dove si trova il servizio di oculistica dell\u2019associazione, utilizzando la nostra Transalp 650 che avevamo importato dall\u2019Italia utilizzando l\u2019ultimo container di attrezzature mediche.<\/span><\/p>\n<h3><strong>In moto dalla capitale a <span class=\"s1\">Ihosy<\/span><\/strong><\/h3>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ihosy si trova nel sud del Madagascar, a circa 900 chilometri di distanza da Ambatondrazaka. Dopo un primo tratto piuttosto impegnativo fino a Moramanga (130 chilometri di strada sterrata), proseguiamo fino ad Antananarivo. Qui incontriamo Lino De Marinis, responsabile del progetto AMOA, con cui condividiamo un pezzo di viaggio fino ad Antsirabe. Mentre il gruppo prosegue fino alla destinazione senza soste e viaggiando anche dopo il tramonto (cosa da evitare assolutamente in moto), Speranza ed io <i>\u201cce la prendiamo un po\u2019 pi\u00f9 comoda\u201d:<\/i> per noi \u00e8 anche un viaggio di piacere! La strada dalla capitale a Ihosy \u00e8 molto bella, un susseguirsi di curve e saliscendi in mezzo alle colline e alle risaie del Madagascar, anche se alternati a tratti molto dissestati e con buche che sono vere e proprie voragini.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Raggiungiamo Ihosy dopo tre giorni di viaggio molto piacevoli e senza inconvenienti. Arrivati alla meta, davanti al cancello del dispensario, forse per la stanchezza, forse perch\u00e9 finalmente ci rilassiamo, come dei principianti, cadiamo a terra; nella caduta un piede di Speranza rimane incastrato sotto la moto. Fortunatamente nulla di rotto, ma la caviglia comincia a gonfiarsi. Non c\u2019\u00e8 ghiaccio n\u00e9 tantomeno una benda elastica: il giorno dopo la caviglia, ancora pi\u00f9 gonfia e dolente, le impedisce di reggersi in piedi. Che fare? L\u2019unica alternativa \u00e8 ricorrere alla medicina tradizionale. Il marito della cuoca con zenzero e miele (strofinati su una pietra \u201cmagica\u201d) massaggia la caviglia e\u2026 <i>miracolo<\/i>: anche se, ovviamente, permane il gonfiore, Speranza riesce a camminare senza dolore.<\/span><\/p>\n<h3><strong>Il coraggio e la gioia di un bambino<\/strong><\/h3>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Restiamo alcuni giorni a Ihosy. Insieme a Lino e ai suoi collaboratori facciamo visite in ambulatorio e selezioniamo alcuni pazienti da operare. Tra questi ricordo un bimbo di circa 6 anni con una neoformazione sottopalpebrale, grande come una nocciola, asportata senza anestesia e senza un lamento da parte sua ed una donna di circa 30 anni, con cataratta totale bilaterale, accompagnata da quattro figli, di cui tre partoriti quando era gi\u00e0 praticamente cieca. Il giorno dopo, il sorriso della signora una volta sbendata mi \u00e8 sembrato forse pi\u00f9 bello del paesaggio e delle curve percorse durante il viaggio in moto. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nel frattempo Speranza fa l\u2019inventario del materiale (come richiesto da AMOA), cosa molto importante perch\u00e9 permette di evitare di portare materiale non necessario o di dimenticare qualcosa di fondamentale impossibile da reperire in Madagascar. La sera, dopo cena, ci scambiamo opinioni e consigli su come poter migliorare il lavoro futuro.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019ultimo giorno, dopo le tradizionali foto di rito, mentre il gruppo AMOA prosegue con le visite oculistiche, Speranza ed io torniamo ad Antananarivo e poi in Italia, come sempre portando con noi il ricordo di una bellissima esperienza.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Decima puntata di \u201cPuoi anche tu\u201d: la testimonianza diretta, il racconto di soci, amici, volontari protagonisti in questi anni dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Associazione. E\u2019 la volta di Carlo Passeggi, medico oculista. 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