{"id":5614,"date":"2020-05-18T15:02:17","date_gmt":"2020-05-18T13:02:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/?p=5614"},"modified":"2023-05-28T14:46:44","modified_gmt":"2023-05-28T12:46:44","slug":"aggiornamento-covid-19-africa-maggio-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/aggiornamento-covid-19-africa-maggio-2020\/","title":{"rendered":"Aggiornamento Covid 19 Africa maggio 2020"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In Africa il Coronavirus sta continuando la sua progressione da quando, il 25 febbraio scorso, \u00e8 stato scoperto il primo caso in Algeria. Da allora l&#8217;infezione \u00e8 costantemente progredita e oggi sta interessando tutti gli Stati africani, ad eccezione del Lesotho.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Dal 29 aprile al 6 maggio 2020 c&#8217;\u00e8 stato un aumento dei positivi del 47%, con 10.577 casi confermati e un aumento delle persone decedute (circa 300 morti in pi\u00f9, pari al 33%): sono stati interessati soprattutto Guinea Bissau, Ciad, Nigeria e Repubblica Centro Africana.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Fortunatamente alcuni Stati &#8211; Eritrea, Mauritius, Namibia e Seychelles &#8211;\u00a0non hanno registrato nuovi contagi negli ultimi giorni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Complessivamente, al 5 maggio 2020 i casi di Covid 19 confermati in Africa erano 49.121, con\u00a01956 morti, nei 54 Stati. I Paesi con il numero pi\u00f9 alto di decessi sono Algeria, Sudafrica, Camerun, Nigeria e Burkina Faso.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il\u00a0WHO (World Health Organization) sta supportando parecchi Stati africani, anche nel monitorare la progressione della pandemia, attraverso l\u2019impegno di un gruppo di esperti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il gruppo dell\u2019EMT (Emergency Medical Team) \u00e8 composto da medici infermieri e personale paramedico che nelle zone pi\u00f9 colpite supportano il sistema sanitario locale senza interferire con loro attivit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il loro lavoro \u00e8 vario e va dal pi\u00f9 alto livello di coordinamento con il Ministero della Salute locale al training di personale che si occupa di sanit\u00e0 sul campo nelle zone dove il contagio \u00e8 pi\u00f9 importante.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il personale del team, la maggior\u00a0parte del quale ha fatto esperienza durante l&#8217;epidemia di Ebola, sta portando in queste zone un prezioso supporto in termini di prevenzione dell&#8217;infezione e nel controllo della tracciabilit\u00e0 di pazienti positivi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">I governi africani comunque hanno dimostrato, fin dei primi momenti della pandemia, una prontezza quasi inaspettata moltiplicando ad esempio i laboratori di analisi e, come accade nel resto del mondo, stanno cercando di pubblicizzare anche tramite radio e televisioni l\u2019importanza dei sistemi di prevenzione: l\u2019utilizzo di mascherine, l\u2019igiene personale, il distanziamento sociale. Oltre ad avere messo in atto il\u00a0lockdown lavorativo, la restrizione dei voli con la chiusura delle frontiere, lo\u00a0screening\u00a0di persone provenienti da zone a rischio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La maggiore difficolt\u00e0, a tutt\u2019oggi, rimane quella di capire i numeri reali dell\u2019infezione, una difficolt\u00e0 legata alla non certezza delle diagnosi per mancanza, ad esempio, di tamponi, per la complessit\u00e0 della prevenzione, per un\u2019impossibilit\u00e0 quasi di fatto del distanziamento sociale e di una corretta attuazione delle norme igieniche.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Molti africani, nonostante l\u2019ampia informazione, sembrano infatti non essere in grado di rispettare le misure di prevenzione. Certo si laverebbero volentieri le mani se avessero l&#8217;acqua a disposizione; ma spesso accedervi \u00e8 veramente complicato. Certo starebbero volentieri in casa, se una\u00a0\u00a0\u00a0casa l&#8217;avessero. Come pure manterrebbero volentieri il distanziamento sociale se milioni di persone non vivessero nelle township o negli slum, dove la densit\u00e0 abitativa rende assurdo il concetto stesso di isolamento: spesso in una catapecchia di lamiera di pochi metri quadri vivono ammassate anche pi\u00f9 di 10 persone con l&#8217;impellente esigenza di uscire, perch\u00e9 se ogni mattina non esci la sera non mangi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">E forse in questo sta la chiave di ci\u00f2 che qualcuno chiama fatalismo: l&#8217;alternativa \u00e8 tra rischiare di morire per il virus o di fame. La prima \u00e8 una possibilit\u00e0, la seconda diventerebbe una certezza.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Africa il Coronavirus sta continuando la sua progressione da quando, il 25 febbraio scorso, \u00e8 stato scoperto il primo caso in Algeria. 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