{"id":11775,"date":"2026-09-09T10:19:29","date_gmt":"2026-09-09T08:19:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/?p=11775"},"modified":"2026-09-09T10:19:29","modified_gmt":"2026-09-09T08:19:29","slug":"il-mio-ritorno-in-rwanda-e-limportanza-del-trapianto-di-cornea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.amoaonlus.org\/home\/il-mio-ritorno-in-rwanda-e-limportanza-del-trapianto-di-cornea\/","title":{"rendered":"\u201cIl mio ritorno in Rwanda e l\u2019importanza del trapianto di cornea\u201d"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Il progetto \u201cOcchi d\u2019Africa\u2026 dove torna la luce, la speranza rinasce\u201d, coordinato da Michela Russo, volontaria di AMOA, sostiene il Rwanda Charity Eye Hospital, unico centro del Paese in grado di effettuare trapianti di cornea su larga scala. L\u2019obbiettivo del progetto mira a garantire tessuti corneali, supporto economico per i pazienti indigenti e collaborazioni con le banche degli occhi italiane. Si contribuisce cos\u00ec a restituire vista, autonomia e opportunit\u00e0 educative a centinaia di bambini e adulti in attesa di intervento, rafforzando al contempo la capacit\u00e0 sanitaria locale<i>. <\/i><\/p>\n<p class=\"p1\"><i>Di seguito la testimonianza di Michela Russo, che viagger\u00e0 assieme al figlioccio Jean Paul, esperto informatico, che presenta la prossima missione in programma dall\u201911 settembre al 3 ottobre. <\/i><\/p>\n<p class=\"p2\">\u201cMi occupo di ricercare e coordinare progetti oculistici nelle varie strutture in cui siamo impegnati con AMOA in Africa e adesso torno in Rwanda dopo 10 anni, per recarmi finalmente al nuovo ospedale: il Rwanda Charity Eye Hospital (RCEH), a Bishenyi, vicino alla capitale Kigali, fondato e gestito dal nostro caro amico Piet Noe, oculista belga che da anni opera in Rwanda. Dopo essermi occupata del progetto \u2018Chemioterapia per bambini con Retinoblastoma\u2019, tuttora in corso, questo nuovo e ambizioso progetto riguarda il trapianto di cornee, in collaborazione con il Rotary Club Antiche Valli del Serchio (Lucca). Il trapianto rappresenta il ponte verso la normalit\u00e0. Consiste nel sostituire la porzione centrale della cornea con un lembo corneale proveniente da un donatore selezionato. L&#8217;intervento viene eseguito in sala operatoria, in anestesia generale o locale, e prevede una degenza ospedaliera di pochi giorni con un rapido recupero visivo\u201d.<\/p>\n<p class=\"p2\">\u201cLe principali difficolt\u00e0 nel realizzare i trapianti di cornea in Rwanda riguardano la mancanza di copertura sanitaria per l\u2019intervento e per il lungo followup postoperatorio, i costi elevati completamente a carico del Rwanda Charity Eye Hospital, lo sviluppo, ancora incompleto, della banca degli occhi nazionale, la necessit\u00e0 di importare i tessuti dagli Stati Uniti per garantire qualit\u00e0 e tracciabilit\u00e0 e la carenza di chirurghi specializzati. Piet \u00e8 l\u2019unico medico specializzato e con la sua \u00e9quipe esegue trapianti di cornee dal 2018; nel tempo gli interventi sono sempre aumentati in modo significativo, con una lista di ben 400 pazienti in attesa di trapianto e costi molto onerosi per far fronte alle richieste. Attualmente il RCEH, nell&#8217;ambito del National Action Plan for Eye Health, \u00e8 stato designato dal Governo rwandese come Centro di Eccellenza Nazionale per l&#8217;Oculistica&#8221;.<\/p>\n<p class=\"p2\">&#8220;Il nostro impegno si concentra su tre azioni fondamentali: collaborare con le banche degli occhi italiane per ottenere donazioni che riducano i costi di approvvigionamento, <span class=\"s1\">aiutare il dr Piet a formare un secondo chirurgo della cornea<\/span>, <span class=\"s1\">provvedere alle spese di trasporto <\/span>per i pazienti indigenti cos\u00ec da garantire loro il followup completo nei due anni successivi al trapianto, assicurando continuit\u00e0 nelle cure e maggiori possibilit\u00e0 di successo. Per raggiungere questi obbiettivi abbiamo un piano di sostenibilit\u00e0 che si fonda sul rafforzamento della collaborazione con il Rwanda Charity Eye Hospital, cos\u00ec da ampliare progressivamente pi\u00f9 strutturato. Puntiamo inoltre a diffondere le competenze sviluppate RCEH ad altre strutture e enti sanitari del Rwanda, aumentando la capacit\u00e0 operativa del sistema oculistico nazionale. L\u2019obiettivo finale \u00e8 garantire ai pazienti trapiantati la possibilit\u00e0 di tornare a una vita normale, con un impatto diretto anche sulla loro scolarizzazione\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cL\u2019impatto del progetto \u2018Occhi d\u2019Africa\u2019 si concentra su tre dimensioni fondamentali. In primo luogo, puntiamo a rafforzare la formazione del personale sanitario, cos\u00ec da aumentare le competenze locali e rendere pi\u00f9 autonomo il sistema oculistico. Sul piano della salute, il progetto permette di ridurre le complicanze postoperatorie e di garantire accesso alle cure anche ai pazienti pi\u00f9 fragili. Infine, il recupero della vista ha un effetto diretto sul futuro dei pi\u00f9 giovani: consente un miglioramento dell\u2019istruzione e favorisce lo sviluppo sociale e culturale dei bambini, offrendo loro nuove opportunit\u00e0 di crescita e integrazione. Oltre ad AMOA, che mi ha consentito di realizzare il progetto, un sentito grazie al dr. Gary Jones, alla dr.ssa Silvia Andrighetti e allo staff della Fondazione Banca degli Occhi di Mestre, a Carlo Miotti referente del progetto Rotary Club Antiche Valli del Sergio. a Michela e Umberto Cortinovis con la Cascina Vallidone e la Fattoria Didattica, e alle amiche della Bottega equosolidale Ad Gentes di Pavia, per il loro prezioso sostegno a questo percorso\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto \u201cOcchi d\u2019Africa\u2026 dove torna la luce, la speranza rinasce\u201d, coordinato da Michela Russo, volontaria di AMOA, sostiene il Rwanda Charity Eye Hospital, unico centro del Paese in grado di effettuare trapianti di cornea su larga scala. 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